lunedì 9 febbraio 2009

Il talebano di Arcore

Nel mondo politico e in parte della società, il caso di Eluana ha raggiunto toni parossistici. Invece di provare umana pietà e solidarietà per una storia così toccante, il presidente del consiglio ha preferito farne una nuova fonte di polemica politica sino ad arrivare a dichiarazioni vergognose e deliranti. Il delirio di onnipotenza del presidente del consiglio arriva al punto di poter decidere della vita e della morte senza lasciare alcuno spazio alle responsabilità personali ed impedendo che le libertà di ciascuno siano rispettate. Ci si vuole togliere anche la possibilità di morire dignitosamente, quando già troppo spesso e a troppe persone si nega una esistenza dignitosa? Non è solo l'aspetto personale a colpire, ma anche quello più strettamente politico ed istituzionale. Una ipotesi di legge sul testamento biologico è in discussione nel parlamento da tempo. Oggi, passando sopra le posizioni della cassazione e del presidente della repubblica, si vuole promulgare una legge in tempi mai visti, che dovrebbe essere peraltro retroattiva, per alimentare una crociata destinata a dividere il paese e foriera di gravi lesioni delle libertà individuali. Ma cosa stiamo diventando? Un paese teocratico nel quale le libertà civili, la dignità umana debba passare il vaglio della conferenza episcopale? E' giunto il tempo di riaffermare la laicità dello stato ed il diritto, per tutti, di viverci liberamente. E' giunto il tempo di riafferame i valori della costituzione costantemente messa in discussione dal presidente del consiglio. In questione ci sono la libertà ed i diritti della persona laica, cattolica, musulmana, buddista, di convivere in una società giusta, tollerante, aperta dove ciascuno si possa riconoscere.Ma per arrivare a questo è necessario rigore, apertura, rispetto. Esattamente ciò che manca al presidente del consiglio. Verogna!

Nessun commento: